ISLANDA il nostro itinerario di 2 settimane

1 giorno – Arrivo e Penisola di Snæfellsnes

Atterriamo in Islanda alle 9:55 e ritiriamo l’auto. La prima tappa è la penisola di Snæfellsnes, spesso definita “Islanda in miniatura” per la varietà dei suoi paesaggi: scogliere, spiagge, montagne e il celebre Kirkjufell.

È un inizio perfetto, che permette di entrare gradualmente nel ritmo del viaggio, senza lunghe ore di guida.

Pernottamento: Grundarfjörður

Cosa vedere lungo il percorso

🦭 Ytri Tunga – la spiaggia delle foche

Una delle prime soste è Ytri Tunga, una spiaggia insolita per l’Islanda perché caratterizzata da sabbia chiara. È uno dei luoghi migliori della penisola per osservare le foche, che spesso riposano sugli scogli o sulla battigia, soprattutto con la bassa marea.

L’avvistamento avviene in modo naturale, senza strutture o barriere, mantenendo sempre una distanza di rispetto: un incontro semplice ma autentico con la fauna islandese.

🥾Trekking Arnarstapi – Hellnar (Gatklettur)

Spostandosi più a ovest, nella zona di Arnarstapi, si trova invece uno dei trekking costieri più famosi della penisola: il sentiero Arnarstapi–Hellnar, che passa accanto all’arco di roccia di Gatklettur.

Questo trekking:

  • Distanza: circa 3 km (solo andata)
  • segue la costa lavica frastagliata
  • offre viste spettacolari sull’oceano
  • è ben tracciato e accessibile, adatto anche a chi cammina con calma
  • può essere percorso andata e ritorno o solo in parte

È uno dei percorsi più scenografici di Snæfellsnes e si presta perfettamente a un ritmo lento, con molte soste e di grande impatto paesaggistico.

🌊 Soste panoramiche imperdibili a Snæfellsnes – Lóndrangar View Point

I Lóndrangar sono due imponenti faraglioni di basalto che emergono dall’oceano sulla costa sud‑occidentale della penisola di Snæfellsnes. Si tratta dei resti di un antico cratere vulcanico eroso dal mare e dal vento nel corso dei secoli. Lóndrangar Nord: circa 75 metri. Lóndrangar Sud: circa 61 metri

Visti dal punto panoramico, appaiono come sentinelle nere affacciate sull’Atlantico, con le onde che si infrangono alla loro base: uno di quei luoghi dove ci si ferma anche solo per osservare.

Il view point è facilmente accessibile:

  • parcheggio vicino
  • breve camminata su sentiero ben tracciato

🌄 Kirkjufell

È uno dei luoghi più iconici di tutta l’Islanda. La sua fama è legata alla forma inconfondibile della montagna, isolata e perfettamente riconoscibile, che si alza dal paesaggio come una piramide naturale affacciata sul mare.

Ma Kirkjufell non è solo una montagna da fotografare: l’area intorno offre diverse cose interessanti da vedere.

🏔️ La montagna Kirkjufell è alta circa 463 metri. Cambia completamente aspetto a seconda della luce, delle nuvole, dell’ora del giorno.

💦 Kirkjufellsfoss

Proprio davanti alla montagna si trovano le cascate di Kirkjufellsfoss, che completano uno degli scorci più fotografati d’Islanda. Un breve sentiero porta a delle passerelle e punti di osservazione.

📸 Punti panoramici

Intorno a Kirkjufell ci sono diversi punti di osservazione facilmente raggiungibili in auto, da cui la montagna appare sempre diversa. Vale la pena fermarsi più volte, anche solo pochi minuti

🐎 Gita a cavallo

Andare a cavallo in Islanda non è un’attività sportiva, ma un modo diverso di entrare in contatto con il paesaggio.

I cavalli islandesi sono di taglia più piccola, molto stabili, docili e affidabili, abituati anche a cavalieri alla prima esperienza.  L’andatura tipica, il tölt, rende la cavalcata confortevole e rilassante.

A Snæfellsnes si trovano paesaggi aperti, una luce meravigliosa ed è perfetto per il primo contatto con i cavalli islandesi.

♨️ Krauma – centro termale

Se hai tempo puoi valutare di fermarti a Krauma, prima di arrivare alla Penisola di Snæfellsnes. Si trova nella regione del Borgarfjörður, accanto alla potente sorgente termale Deildartunguhver. A differenza di altre spa islandesi, qui l’esperienza è più intima e naturale, senza effetti “wow” artificiali.

🌿 L’atmosfera

  • moderna ma molto sobria
  • integrata nel paesaggio
  • silenziosa e rilassata
  • frequentata anche da islandesi

2 giorno – Fiordi Occidentali

Lasciamo la penisola di Snæfellsnes e ci dirigiamo verso Stykkishólmur, il piccolo porto da cui partono i traghetti per Brjánslækur, nei Fiordi Occidentali. Questa soluzione è spesso una scelta strategica, perché riduce notevolmente le ore di guida e offre anche una prospettiva diversa sulla costa durante la traversata.

Arrivati al porto scopriamo però che il prossimo traghetto disponibile è quello del pomeriggio: dopo una passeggiata a Stykkishólmur, decidiamo di non attendere e di proseguire via terra, consapevoli che il percorso sarà più lungo ma anche più flessibile nei tempi.

Arriviamo alla sera nei Fiordi Occidentali, iniziamo a percepire il lato più remoto e selvaggio dell’Islanda: strade panoramiche, poche auto e grandi spazi.
Pernottamento: area di Flókalundur

Cosa vedere lungo il percorso

🚗 Via terra vs ⛴️ Traghetto

Stykkishólmur → area Brjánslækur / Fiordi Occidentali

⛴️ Traghetto Baldur

  • Durata: 2 ore e 30 / 3 ore (a seconda del periodo e delle condizioni del mare)
  • Frequenza: 2 corse al giorno in estate
  • Esperienza: traversata panoramica nella baia di Breiðafjörður, con possibilità di avvistare balene (in particolare megattere), orche e numerosi uccelli marini
  • Gli avvistamenti dipendono da fortuna, stagione e condizioni del mare, è una traversata con traghetto non un tour organizzato
  • Vincolo: orari fissi, prenotazione consigliata

💰 Costo indicativo (1 auto + 2 adulti)

  • Totale: circa 23.000 ISK (≈ 155–165 €, a seconda del cambio)

🚗 Via terra

proseguendo via terra la distanza è di 260 km e il tempo di percorrenza è di circa 4 ore.

Nei primi tratti la strada scorre senza difficoltà. Il traffico è quasi assente e il paesaggio diventa progressivamente più rurale, qualche casa, fattorie isolate, montagne morbide all’orizzonte, un piccolo porto.

In alcuni punti la strada diventa sterrata, fondo compatto, ben mantenuto, percorribile senza difficoltà con un’auto normale. Qui è importante ridurre la velocità, guidare con prudenza, godersi la  strada con punti in cui il fiordo si apre all’improvviso, tratti di costa silenziosi.

Sono luoghi che raccontano la vita reale islandese, lontana dai circuiti turistici.

3 giorno – Fiordi Occidentali

Dedichiamo l’intera giornata ai Westfjords, una delle regioni meno turistiche ma più affascinanti dell’Islanda. Qui il viaggio è parte integrante dell’esperienza: curve infinite, fiordi che si aprono all’improvviso, strade che seguono il profilo dell’acqua, vento e silenzi.
Arriviamo a Ísafjörður, piccolo centro principale della zona, ideale come base per esplorare i dintorni.
Pernottamento: Ísafjörður

Cosa vedere lungo il percorso

🏖️ Rauðasandur Beach

è una spiaggia molto suggestiva che cambia aspetto con le maree, caratterizzata da sabbia finissima dai riflessi dorati e rossastri, crea riflessi sempre diversi a seconda della luce e del livello dell’acqua, regalando un’atmosfera unica.

La spiaggia molto amata dagli islandesi, che la frequentano soprattutto in estate è un luogo ideale per fare belle camminate. La presenza di un campeggio nelle vicinanze la rende perfetta anche per una sosta più lunga.

👉 È una deviazione che richiede tempo e attenzione, soprattutto per la strada di accesso.

 

🥾 Percorso naturalistico nei pressi di Saurbæjarkirkja

La piccola chiesa nera affacciata sulla baia di Rauðasandur, non è solo una tappa fotografica: dai suoi dintorni parte un piccolo sentieri naturalistico che si sviluppa su prati, dune erbose e terreno pianeggiante, seguendo la linea della costa

🐦 Látrabjarg – le scogliere

è famosa per essere una delle scogliere più alte d’Europa e uno dei principali siti di nidificazione degli uccelli marini. Il panorama sull’oceano è maestoso e, nei mesi estivi, è possibile osservare gli uccelli anche da molto vicino.

L’ambiente è estremamente selvaggio: vento, silenzio e senso di isolamento.

👉 È una tappa interessante ma va valutata con attenzione: La strada per raggiungerla è lunga e non sempre ben tenuta, e richiede tempo e attenzione.

Nonostante questo, Látrabjarg resta una delle esperienze più interessanti dei Westfjords: un luogo potente, remoto e autentico, che ripaga chi decide di affrontare il percorso con il giusto spirito e senza fretta.

💦 Hæstahjallafoss

è una cascata meno conosciuta, ma perfetta per una sosta. Si raggiunge facilmente in auto e dispone di un parcheggio proprio sotto la cascata, dal quale è già possibile ammirarla e percepirne la forza nel contesto naturale che la circonda.

Il primo tratto del percorso è semplice e accessibile. Chi invece vuole avvicinarsi può proseguire lungo un sentiero che sale e in certi punti può risultare leggermente scivoloso.

Arrivati ai piedi della cascata, il rumore dell’acqua diventa potente e l’effetto è decisamente wow: un’esperienza che rende questa sosta una delle più belle dei Westfjords.

🌊 Önundarfjörður

Uno dei fiordi più eleganti dei Westfjords, montagne che scendono verso il mare, luce che cambia rendendo il paesaggio sempre interessante.

Önundarfjörður Pier – Holt í Önundarfirði

piccolo molo di Holt í Önundarfirði l’acqua è spesso calma come uno specchio, perfetta per scattare qualche foto o fermarsi qualche minuto ad osservare il fiordo.

Non è raro incontrare anche coraggiosi tuffatori locali, che si immergono nelle acque fredde da brivido.

🏘️ Ísafjörður

Arrivare a Ísafjörður dopo una giornata di curve, fiordi e silenzi è quasi un piccolo ritorno alla civiltà, ma senza perdere il senso di isolamento che caratterizza i Westfjords. La cittadina si adagia alla fine di uno stretto fiordo, circondata da montagne ripide che sembrano proteggerla e isolarla dal resto del mondo.

È il centro principale dei Westfjords, ma mantiene un’atmosfera intima: poche strade, case colorate, il porto e una vita quotidiana scandita più dalla luce e dal meteo che dagli orari.

🚶‍♀️ Passeggiare senza fretta

Ísafjörður si scopre camminando, senza una meta precisa, ben coperti per ripararci dal vento, percorriamo il lungomare  perfetto per una passeggiata serale. Il porto racconta il forte legame con il mare e la pesca. Il centro storico, con le sue case in legno, conserva un fascino autentico, fiori nei giardini o sui balconi, giochi lasciati vicino alle porte raccontano lo scorrere lento di questi luoghi.

Non ci sono grandi attrazioni da “spuntare”, ed è proprio questo il suo valore: ci si ferma, si rallenta, si osserva.

Ísafjörður porta verso luoghi estremi

chi pernotta più giorni ad Ísafjörður può pensare di fare alcune delle esperienze più remote e affascinanti d’Europa.

 

✈️ In aereo verso Grímsey

Dall’aeroporto di Ísafjörður partono voli interni verso Grímsey, una piccola isola sospesa sull’Oceano Artico, famosa per essere l’isola abitata più a nord d’Islanda e l’unica che attraversa il Circolo Polare Artico.

I collegamenti non giornalieri sono operati da Norlandair, il volo dura circa 30 minuti, viste spettacolari sull’oceano e sui fiordi. Si arriva in un luogo isolato, e fuori dal tempo, dove la vita segue ancora ritmi antichi e la natura domina ogni cosa.

 

🚤 In barca verso la Riserva naturale di Hornstrandir

Dal porto di Ísafjörður partono escursioni in barca verso la Riserva Naturale di Hornstrandir, una delle aree più selvagge e isolate d’Islanda. Qui non esistono strade né strutture: ci si muove solo a piedi e chi decide di pernottare deve essere completamente autosufficiente, portando con sé la tenda e tutto il necessario. È un territorio protetto, disabitato dagli anni ’50, dove la natura domina incontrastata e l’esperienza va affrontata con preparazione, rispetto e consapevolezza.

4 giorno – Dai Fiordi al Nord

Lasciamo i Fiordi Occidentali e iniziamo a scendere verso il Nord dell’Islanda. È una giornata di transizione, con più chilometri da percorrere, ma il viaggio è tutt’altro che monotono. Al contrario, è uno di quei tratti in cui il paesaggio accompagna costantemente la guida, rendendo il tempo in auto parte integrante dell’esperienza.

I fiordi che attraversiamo sono tra i più belli visti in Islanda: stretti, silenziosi, con il mare che entra calmo tra le montagne. Non ci sono punti famosi segnati sulla mappa, ma è proprio questa la loro forza. Qui ci si ferma spesso, quasi senza accorgersene, per osservare le foche distese sugli scogli, o a seguire con lo sguardo gli sbuffi delle balene, talvolta accompagnate dai cuccioli, o semplicemente per ascoltare il silenzio interrotto solo dal vento e dagli uccelli marini.

Man mano che si procede, le montagne si aprono e lasciano spazio a altopiani più ampi e vallate luminose, ma lo spettacolo non perde intensità. Le cime ancora innevate creano contrasti continui con il blu dell’acqua e il verde dei pendii, regalando panorami sempre diversi e mai ripetitivi.

È un viaggio lungo, sì, ma mai noioso. L’incontro con pochissime automobili, e la sensazione di essere fuori dai percorsi turistici rendono questa giornata unica, soprattutto in un Paese dove la maggior parte dei viaggiatori percorre quasi solo la Ring Road. Qui non ci sono attrazioni da “spuntare”, ma chilometri di bellezza continua, da vivere senza fretta.

Pernottamento: Hvammstangi

5 giorno – Il Nord islandese

Giornata di spostamento, ma con la libertà di scegliere il ritmo. Il percorso permette infatti di optare per una versione più lunga e panoramica, ricca di soste e deviazioni, come abbiamo fatto noi, oppure per una strada più diretta che consente di arrivare in poco tempo ad Akureyri.

Cosa vedere lungo il percorso

🐉 Hvítserkur – penisola di Vatnsnes

Proseguendo verso nord si raggiunge la penisola di Vatnsnes, dove si trova Hvítserkur, uno dei simboli della zona. Il grande monolite che emerge dal mare, spesso paragonato a un drago o a un rinoceronte, è particolarmente suggestivo con la bassa marea.

🏡 Glaumbær Turf Farm & Museum

è una grande fattoria tradizionale islandese in torba (turf house), oggi museo all’aperto, composta da 13 edifici interconnessi, oggi parte dello Skagafjörður Heritage Museum.

È uno dei complessi di case in torba meglio conservati d’Islanda.

🐎 a Sauðárkrókur Viewpoint si vede bene l’estuario del fiume Héraðsvötn, dove il fiume si allarga e rallenta prima di entrare nel fiordo Skagafjörður. Qui l’acqua dolce incontra il mare  paesaggio cambia continuamente con le maree. Grandi spazi pianeggianti e la spiaggia nera di Borgarsandur poco più in là. È una zona dove spesso si vedono cavalli al pascolo e uccelli lungo le rive.

Skagafjörður è l’unica regione d’Islanda dove i cavalli superano gli abitanti. È uno dei principali centri per allevamento del cavallo islandese.

🏔️ Penisola di Tröllaskagi

il percorso entra nella penisola di Tröllaskagi. Seguiamo la strada costiera, accompagnati per chilometri dal mare da un lato e dalle montagne dall’altro.

Le montagne diventano più ripide, spesso ancora innevate, e scendono quasi fino all’oceano. La strada corre morbida lungo i fiordi, senza mai allontanarsi davvero dall’acqua, alternando curve leggere e tratti più aperti. Il paesaggio cambia lentamente, ma resta sempre imponente.

Qui il viaggio torna a essere fortemente scenografico: curve, saliscendi e viste ampie che accompagnano la guida senza mai stancare. Non c’è bisogno di cercare attrazioni particolari: è la strada stessa a essere protagonista.

🐟 Siglufjörður

Prima vera sosta Siglufjörður ex capitale della pesca delle aringhe, conserva un’atmosfera autentica e curata.
Ci fermiamo per una passeggiata nel porto, il Museo dell’aringa (che vediamo solo da fuori), e qualche scorcio fotografico tra case colorate e barche.

🌊 Tratti panoramici costieri

Lungo la costa non ci sono attrazioni “ufficiali”, ma numerosi punti panoramici dove accostare e lunghi tratti senza traffico. Lungo il percorso si incontra Ólafsfjörður piccolo villaggio perfetto per una sosta tranquilla

⚓ Dalvík

Proseguendo le montagne si allontanano un po’ dalla costa, il fiordo di Eyjafjörður si allarga e la strada diventa più scorrevole. Dalvík appare come una cittadina ordinata, con un porto attivo e un’atmosfera meno isolata rispetto ai villaggi precedenti. Ci fermiamo per fare rifornimento, una passeggiata sul porto e una pausa pranzo con street food e vista mare.

Dalvík è anche conosciuta come base per le escursioni in mare. Dal porto partono tour per l’avvistamento delle balene, e traghetto per l’isola di Grímsey, che si può visitare in giornata se non soffrite di mal di mare.

🏙️ Arrivo a Akureyri

considerata la “capitale del Nord” affacciata sul fiordo di Eyjafjörður, riesce a concentrare in uno spazio compatto tutto ciò che serve per vivere bene, anche nel nord dell’Islanda.

Il centro è piacevole e a misura d’uomo. Si gira facilmente a piedi, tra negozi, bar e ristoranti, con un’atmosfera rilassata e mai caotica. Le vie principali si alternano a scorci sul fiordo, mentre murales colorati e interventi artistici urbani aggiungono personalità e un tocco creativo alla città.

A dominare la città dall’alto c’è Akureyrarkirkja, la chiesa simbolo di Akureyri. La sua posizione la rende un punto di riferimento panoramico: salire fin qui significa guardare la città dall’alto e capire subito il suo rapporto stretto con il fiordo e con le montagne che la circondano.

Una città del nord che ha tutto ciò che serve, un università, che porta vita e un’anima giovane, l’ospedale, punto di riferimento per tutta l’Islanda settentrionale, tutti i servizi indispensabili, dai trasporti a centri culturali, sportivi, ricreativi.

Nel centro si trova l’outlet di 66°North, storico marchio islandese: una tappa interessante per chi ama l’abbigliamento tecnico ad un prezzo più economico.

Dopo giorni di strada, Akureyri è anche il posto giusto per rilassarsi. Poco fuori dal centro si trova Forest Lagoon (Skógarböðin), un centro termale moderno e curato, immerso nel bosco. È una struttura privata, elegante ma non esclusiva, perfetta per concedersi qualche ora di benessere.

Pernottamento: Akureyri

6 giorno – Verso Húsavík

Lasciamo Akureyri e riprendiamo la strada verso est. La giornata è dedicata al mare e a uno degli incontri più attesi del viaggio.

Cosa vedere lungo il percorso

Prima facciamo una piccola deviazione verso:

💧Goðafoss – la Cascata degli Dei

Si arriva in auto fino a un parcheggio, da cui partono passerelle e sentieri che permettono di esplorare l’area senza difficoltà.

La visita è facile in pochi minuti ci si trova già davanti alla cascata, con diversi punti di osservazione che offrono prospettive differenti. Le passerelle permettono di avvicinarsi molto all’acqua e si può scendere fino al livello del fiume, per vederla anche “dal basso”, sentendo tutta la sua forza.

Goðafoss non è una cascata particolarmente alta, si sviluppa in un ampio semicerchio, una forma che la rende riconoscibile e scenografica. L’acqua scorre con continuità e potenza, creando un effetto armonioso.

Il colpo d’occhio è notevole: la cascata occupa lo spazio, domina il paesaggio e cambia aspetto a seconda del punto da cui la si osserva. Da vicino si percepisce il rumore dell’acqua e la sua energia, mentre allontanandosi leggermente si apprezza la sua forma elegante e perfettamente disegnata.

🐋Húsavík è considerata la capitale islandese del whale watching. Il paese ha un’atmosfera vivace, profondamente legata al mare e alle escursioni in barca. Qui abbiamo appuntamento per uscire in mare a bordo di un gommone Zodiac.

È un’esperienza più dinamica e coinvolgente rispetto alle barche tradizionali: si è più vicini all’acqua, si sente il movimento delle onde e il mare diventa parte integrante dell’esperienza. Proprio per questo è importante scegliere con attenzione l’agenzia, affidandosi solo a operatori che rispettano gli animali, mantenendo le distanze corrette e senza inseguimenti o manovre invasive.

Durante l’uscita avvicinandoci ad un isoletta veniamo circondati da migliaia di uccelli marini. Volano sopra di noi, si tuffano in acqua, riempiono il cielo di movimento continuo. È uno spettacolo quasi ipnotico, e rende l’esperienza straordinaria.

Balene ne vediamo diverse. Schiene che si inarcano, code che si alzano lentamente prima di sparire nelle onde, sbuffi improvvisi che emergono dal nulla.

Non assistiamo a salti spettacolari: i breaching sono eventi più rari e legati a particolari periodi o comportamenti, non sempre osservabili. Ma l’emozione resta intatta.

Non è stagione di orche, quindi non ne avvistiamo, ma durante l’escursione incontriamo anche alcuni delfini, veloci e curiosi.

È un’esperienza che va oltre la semplice osservazione: è stare in mare, ascoltare, aspettare, condividere lo spazio con animali liberi. E proprio per questo, Húsavík resta uno dei momenti più intensi del viaggio.

♨️ Geosea – Geothermal Sea Baths

Dopo il mare aperto e l’incontro con le balene, la giornata si conclude al Geosea – Geothermal Sea Baths. Una SPA geotermale affacciata direttamente sull’oceano, poco fuori Húsavík, in una posizione semplicemente spettacolare.

Al tramonto, l’esperienza diventa davvero speciale. La luce si abbassa lentamente, il cielo cambia colore, il mare riflette le ultime sfumature della giornata. 

Pernottamento: Húsavík

7 giorno – Dalla costa al cuore geotermico del nord

Lasciamo Húsavík e ci allontaniamo dalla costa per entrare nell’interno del Nord dell’Islanda. Il mare resta alle spalle e il paesaggio cambia rapidamente: questa giornata diventa un viaggio attraverso alcune delle aree più potenti, primordiali e geologicamente attive del Paese.

È un susseguirsi di ambienti diversi, dove acqua, lava e vapore raccontano una terra ancora in trasformazione. Le distanze non sono eccessive, ma le soste sono numerose.

Cosa vedere lungo il percorso

🌿 Ásbyrgi

La prima sosta è Ásbyrgi, una grande depressione verde, incastonata nel paesaggio. Le pareti alte e semicircolari proteggono una vegetazione insolita per Islanda. 

💧 Hafragilsfoss

Proseguendo, il paesaggio si apre e diventa più aspro. Hafragilsfoss è meno famosa di altre cascate, ma colpisce per la sua posizione, la si osserva dall’alto incastonata in un canyon profondo, selvaggio, con l’acqua che scorre potente.

💧 Dettifoss (lato est)

Arriviamo poi a Dettifoss, dal lato est meno turistico, dopo aver percorso una mezz’ora di sterrato. L’impatto è immediato. Non è una cascata “bella” nel senso classico, è una cascata potente, immensa. L’acqua cade con una forza che si sente prima ancora di vederla.

💧 Selfoss

Da Dettifoss, sul lato est, si raggiunge Selfoss percorrendo un sentiero a piedi che costeggia il fiume. La distanza non è lunga, ma il percorso a punti irregolare, con sassi, e tratti scivolosi, richiede un minimo di attenzione e scarpe da trekking.

Dopo la potenza brutale di Dettifoss, questa cascata sorprende per la sua forma elegante. Non è molto alta, l’acqua scende in una serie file continue, creando un movimento armonioso.

🌋 L’area di Hverir

Qui la terra fuma, ribolle, respira. Il paesaggio è spoglio, i colori intensi, nero, grigio, ocra, giallo, arancio macchiano il terreno come un quadro astratto.

Il suolo è vivo.
Pozze di fango bollente esplodono lentamente, il vapore sale continuo dalle fenditure, l’odore pungente di zolfo riempie l’aria. Caldo, freddo si alternano. È un ambiente che coinvolge tutti i sensi e che non lascia spazio alla distrazione, ogni passo va fatto con attenzione, restando sui sentieri tracciati.

Dopo l’intensità naturale di Hverir, l’area di Krafla cambia di nuovo paesaggio. 

Il terreno è scuro, segnato attività geotermiche recenti

🌋 Il cratere Víti

Dal parcheggio parte un sentiero breve che sale fino al bordo del cratere. Una volta in cima si vede il lago che occupa il fondo, di colore blu ghiaccio ma può cambiare colore in base alle stagioni e alla temperatura. È possibile camminare lungo il bordo per osservare il cratere da diverse angolazioni

La centrale geotermica

Poco distante si arriva alla centrale geotermica di Krafla. Tubazioni, strutture e colonne di vapore si mescolano all’ambiente naturale.

Pomeriggio è interamente dedicato all’area del Lago Mývatn, le distanze sono brevi, ma le soste numerose. Si guida poco e si cammina spesso, passando da un’area all’altra con la sensazione di trovarsi in un territorio vivo, in continua trasformazione.

🌋 Un paesaggio che sembra lunare

Intorno al lago, il terreno è modellato da antiche eruzioni: campi di lava solidificata, crateri, formazioni irregolari che sembrano disegnate. Il suolo cambia colore e consistenza, e ogni sosta offre un punto di vista diverso.

In alcune zone il calore sale direttamente dal sottosuolo. Le fumarole, il vapore, l’odore ricordano costantemente che sotto i piedi la terra è tutt’altro che ferma.

🌿 Il lago Mývatn

Il lago appare e scompare tra le colline laviche. Le sue acque calme contrastano con l’asprezza del territorio circostante, creando un equilibrio insolito. Le rive sono frastagliate, irregolari, e ospitano una fauna ricchissima, soprattutto uccelli.

Non colpisce subito, ma conquista poco a poco, soprattutto per la sensazione di trovarsi in un ambiente unico, diverso da qualsiasi altra parte dell’Islanda.

I moscerini di Mývatn

Fa parte dell’esperienza anche un dettaglio fantastico, ma inevitabile: i moscerini. Non a caso Mývatn significa proprio “lago dei moscerini”. Nei mesi estivi, in alcune zone e in certi momenti della giornata, sono presenti in gran numero.

Non pungono, ma possono essere fastidiosi, soprattutto vicino alle rive e nelle aree più umide

♨️ Earth Lagoon Mývatn

Dopo una giornata intensa, fatta di cascate fragorose, terra che ribolle, crateri e campi di lava, ci rilassiamo a Earth Lagoon Mývatn.
La laguna si inserisce con discrezione nel paesaggio lavico che la circonda. Le vasche geotermiche sono ampie, l’acqua calda e tutto intorno domina un’atmosfera essenziale, e silenziosa. 

Pernottamento: Mývatn

8 giorno – Verso l’Est

Dal Nord ci spostiamo verso la costa orientale, meno battuta dai grandi flussi turistici. La destinazione è Borgarfjörður Eystri, zona famosa per la natura incontaminata e l’atmosfera tranquilla.

Per questa giornata avevamo previsto due possibili scenari, da decidere solo al mattino, in base alle condizioni meteo. In Islanda, più che altrove, è fondamentale essere flessibili.

  • Piano A: con meteo stabile e senza pioggia, affrontare le F‑roads fino ad Askja, una delle aree più remote e affascinanti dell’interno islandese.
  • Piano B: in alternativa, proseguire lungo la Ring Road (Road 1), spostandoci direttamente verso la costa orientale.

Al mattino, il meteo favorevole ci spinge a scegliere il Piano A. Avevamo studiato attentamente i percorsi, ma nulla avrebbe potuto prepararci davvero a ciò che avremmo vissuto: la più grande avventura on the road dei nostri viaggi.

Cosa vedere lungo il percorso

🚙 Le F‑roads verso Askja (905 – 910 – 894)

Lasciamo l’asfalto e ci avventuriamo lungo uno dei percorsi più straordinari dell’Islanda centrale. Davanti a noi ci aspettano oltre sette ore di sterrato.

Optiamo per le F‑roads 905, 910 e 894, un itinerario più lungo ma con guadi meno impegnativi, scartando la F88, più diretta ma caratterizzata da attraversamenti d’acqua più difficili.

Il tracciato alterna tratti relativamente semplici ad altri più tecnici:

  • distese di polvere nera
  • colate laviche
  • massi irregolari che obbligano a procedere lentamente
  • guadi, alcuni con l’acqua fino a metà portiera
  • cancelli da aprire e richiudere lungo il percorso

Attorno a noi il paesaggio diventa sempre più surreale, lunare, quasi irreale. Ogni tanto compare un’altra auto, avvistata da lontano, annunciata da una nuvola di polvere che si alza all’orizzonte. I cartelli delle piste indicano direzioni da seguire per non perdersi nel nulla.

Lungo il percorso incontriamo anche i ranger, che controllano le condizioni dei veicoli, registrano i passaggi e forniscono informazioni e mappe.

🌋 Askja – nel cuore del Parco Nazionale di Vatnajökull (Vatnajökulsþjóðgarður)

una delle aree protette più vaste e importanti copre circa il 14% dell’intero Paese. Dal 2019 è riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO, proprio per la straordinaria interazione tra ghiaccio, fuoco, acqua e attività geotermica che ne modella i paesaggi. Al suo interno convivono ambienti completamente diversi: ghiacciai, canyon profondi, cascate potenti, deserti lavici e aree di alta quota remote.

È in questo contesto che si inserisce Askja.

Askja è una caldera vulcanica situata nelle Highlands nord-orientali del parco, nel massiccio dei Dyngjufjöll. L’accesso avviene esclusivamente tramite piste F.

Qui nulla è lasciato al caso. L’area è tutelata per la sua estrema fragilità ambientale e per una attività geologica ancora viva, che rende questo territorio affascinante quanto imprevedibile. 

Askja non è solo una destinazione remota. È un luogo che richiede rispetto, preparazione e consapevolezza.

🥾 Il trekking ad Askja

Superiamo il rifugio Dreki, e arriviamo al parcheggio, proseguiamo a piedi con un breve trekking che conduce fino al vulcano. Davanti a noi si apre un grande lago, che delimita i bordi del cratere. Accanto un cratere più piccolo custodisce un’acqua di un colore lattiginoso, celeste, quasi innaturale.

🌄 Rientro e Stuðlagil Canyon

Al ritorno seguiamo la F907, in direzione di Stuðlagil Canyon. La visita è rapida: la luce è ormai cambiata e i colori non si apprezzano come nelle ore migliori della giornata.

Proseguiamo poi fino a rientrare sulla Ring Road (Road 1).

Quando torniamo sull’asfalto, qualcosa è cambiato. Siamo stanchi, impolverati, silenziosi, ma consapevoli di aver vissuto una delle avventure più intense dell’intero viaggio.

Le ore di guida per raggiungere la destinazione finale sono ancora molte.

👉 Consiglio fondamentale: fate rifornimento ogni volta che potete. I distributori lungo queste strade sono rari e noi abbiamo seriamente rischiato di rimanere a piedi.

Quello di Askja non è un viaggio per tutti. Lo consigliamo solo quando le condizioni meteo sono favorevoli, e si è disposti a guidare tante ore anche in condizioni impegnative.

È fondamentale avere tempo, mezzi adeguati e la disponibilità a condividere la guida, alternandosi, per permettere a tutti di vivere davvero l’esperienza.

Pernottamento: Borgarfjörður Eystri

9 giorno – Dall’Est al Sud

Prima di lasciare l’est islandese visitiamo Borgarfjörður Eystri un piccolo villaggio, poche case, montagne colorate che scendono verso il mare e un’atmosfera tranquilla. È considerato uno dei luoghi più autentici e meno turistici dell’est islandese.

Il viaggio segue il ritmo della costa, entrando e uscendo dai fiordi degli Eastfjords, una regione ancora poco battuta dal turismo di massa.

Cosa vedere lungo il percorso

🌿 Borgarfjörður Eystri

Il motivo principale per arrivare fin qui è Hafnarhólmi, la celebre “puffin marina”. Qui, tra primavera ed estate, nidificano migliaia di pulcinella di mare, osservabili da passerelle e piattaforme che permettono di avvicinarsi senza disturbare.

🚗 Gli Eastfjords lungo la Ring Road

Lasciato Borgarfjörður Eystri, si torna verso la Ring Road e si inizia a scendere lungo gli EastfjordsLa strada segue la costa, entrando e uscendo dai fiordi. Montagne ripide, cascate sottili, villaggi di pescatori. 

🎨 Seyðisfjörður

Una delle soste più piacevoli è Seyðisfjörður, un fiordo profondo, riparato e navigabile, dove arrivano anche le navi da crociera. Il villaggio ha un’anima artistica e un’atmosfera diversa rispetto ad altri centri islandesi.

È diventato celebre anche per uno dei suoi scorci più iconici: la Rainbow Walk, la strada dipinta con strisce colorate che conduce alla chiesa. In Islanda non mancano interventi artistici nello spazio urbano, ma questo è senza dubbio uno dei più fotografati.

Gli Eastfjords sono anche l’unica zona d’Islanda dove vivono le renne allo stato brado, avvistabili talvolta lungo la strada o sui pendii.

🌬️ Stokksnes e il Vestrahorn

Arriviamo a Stokksnes nel tardo pomeriggio, accolti da un vento fortissimo. È uno dei luoghi più amati dai fotografi, grazie alla combinazione unica di sabbia nera, dune modellate dal vento, pozze d’acqua che riflettono il cielo e il profilo inconfondibile del Vestrahorn, una delle montagne più scenografiche d’Islanda.

Ai piedi del Vestrahorn si trova anche un villaggio vichingo, costruito come set per un film mai realizzato e poi riutilizzato per altre produzioni cinematografiche. Un luogo curioso, sospeso tra paesaggio e finzione.

🍽️Ceniamo a Höfn, famosa soprattutto per l’aragosta islandese, e il suo porto con i pescherecci d’alto mare.

Höfn è la porta d’accesso all’area dei grandi ghiacciai del sud-est islandese.
Pernottamento: Höfn

10 giorno – Costa Sud

Proseguendo verso ovest, il paesaggio cambia ancora. Le montagne si allontanano, il vento si fa più presente. La Costa Sud è una delle zone più visitate, cascate, spiagge nere, ghiacciai si susseguono lungo la strada. 

Cosa vedere lungo il percorso

❄️ Ghiacciai immensi

Lasciata Höfn, la Ring Road comincia a scorrere accanto al Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d’Europa. È una strada da percorre lentamente. Lingue glaciali che scendono verso la pianura, montagne scure che appaiono improvvise e campi di lava coperti di muschio morbido.

🧊 Fjallsárlón o Jökulsárlón: dove fermarsi?

✨ Jökulsárlón

È la laguna più famosa, quella che tutti conoscono. Iceberg che galleggiano lentamente, spostandosi verso il mare. L’atmosfera è scenografica, ma solitamente molto affollata, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Si possono fare due esperienze:

🚤 barche anfibie: Si naviga tra gli iceberg, si ascoltano spiegazioni sulla formazione della laguna e, con un po’ di fortuna, si avvistano anche le foche che vivono qui tutto l’anno. Il tour dura circa 30–40 minuti.

❄️ Zodiac boat: Le piccole imbarcazioni veloci si spingono più lontano nella laguna si avvicinano molto di più agli iceberg e, quando le condizioni lo consentono, alla parete del ghiacciaio.

🤍 Fjallsárlón

Poco distante, più piccola, e tranquilla, troviamo l’altra laguna, qui il ghiacciaio sembra più vicino. Gli iceberg si muovono lentamente non vengono spinti in mare ma si fermano sulla riva.

Però non ci sono solo le lagune più famose. Basta allontanarsi di poco dalla Ring Road, per seguire le gole scavate dai ghiacciai e percorrere tratti sterrati, per raggiungere lagune meno conosciute ma altrettanto affascinanti.

Qui non ci sono pullman, il silenzio è interrotto solo dallo scricchiolio dei blocchi che si muovono lentamente, il freddo è pungente, sono luoghi che non si visitano in fretta, dove il modo migliore per noi è stato rimanere a riva, allontanarci dalla folla, camminare, ascoltare, rallentare, pensare a quanta forza e fragilità ci stava di fronte.

Immagini che restano prima nella mente e solo in parte nei ricordi del telefono, da rivedere ogni tanto per tenere a mente che la natura è il più grande spettacolo al mondo.

💎 Diamond Beach

Escludendo l’affollamento, l’abbiamo amata. Sulla sabbia nera, i frammenti di ghiaccio sembrano pietre preziose sparse a caso, trasparenti, levigate dall’acqua. Il contrasto è fortissimo: nero e cristallo, oceano e ghiaccio.

È un luogo che cambia continuamente, in base alla luce, alla marea, al vento, si perchè il ghiaccio che si scioglie dalla laguna di Jökulsárlón viene spinto dal vento verso un canale che porta al mare.

🌿 Skaftafell – fermarsi o proseguire?

L’area di Skaftafell, all’interno del Parco Nazionale del Vatnajökull, è vasta e articolata. Offre numerosi sentieri, punti panoramici e cascate incastonate tra colonne basaltiche, come la celebre Svartifoss, ed è una zona particolarmente interessante per chi ama il trekking.

Skaftafell è un’area che richiede tempo: fermarsi qui significa dedicare diverse ore, tra camminate e spostamenti, e inserirla nell’itinerario va fatto in modo consapevole.

A volte proseguire, lasciando qualcosa per un’altra occasione, è la scelta migliore per non trasformare l’esperienza in una corsa.

🏞️ Fjaðrárgljúfur

Poco prima di entrare nel cuore della Costa Sud compare il Fjaðrárgljúfur, un canyon profondo e sinuoso, scavato dall’acqua nel corso dei secoli. Il sentiero corre in alto, regalando una vista ampia e scenografica.

⚠️ Se trovi una giornata piovosa e nebbiosa: meglio rinunciare come abbiamo fatto noi, purtroppo la visibilità era scarsa con poca luce, a malincuore abbiamo proseguito.

🌊 Reynisfjara, Kirkjufjara e Dyrhólaey – la Costa Sud più iconica

Nei dintorni di Vík la Costa Sud mostra uno dei suoi volti più spettacolari. Reynisfjara Beach, Kirkjufjara Beach e l’area di Dyrhólaey raccontano lo stesso paesaggio da prospettive diverse, tra sabbia nera, basalto, oceano aperto e vento costante.

🌊 Reynisfjara Beach

È la spiaggia più famosa. Le colonne di basalto, la grotta di Hálsanefshellir e i faraglioni di Reynisdrangar creano uno scenario potente, quasi teatrale. Proprio per questo è anche la più frequentata. Qui il consiglio è semplice: arrivare presto al mattino o a fine giornata.

🌊 Kirkjufjara Beach

Poco distante, Kirkjufjara è la sorella più silenziosa di Reynisfjara. Stessa sabbia nera, stesso oceano, ma meno persone. È il luogo ideale per camminare lungo la riva, ascoltare il rumore delle onde e sentire il vento potente.

🌬️Dyrhólaey e Dyrhólaey Beach

Il promontorio di Dyrhólaey offre uno sguardo dall’alto su tutta la costa: spiagge infinite, l’arco naturale che emerge dall’oceano e, nelle giornate limpide, una vista che arriva fino ai ghiacciai.
Scendendo verso Dyrhólaey Beach, il paesaggio si fa ancora più selvaggio. Qui il vento è protagonista, e l’oceano ricorda costantemente che questa è una costa da rispettare, non da sottovalutare.

👉 Una considerazione importante
Queste spiagge sono tra le più iconiche d’Islanda, ma anche tra le più esposte. Le onde imprevedibili e il vento rendono fondamentale muoversi con attenzione.

Le cosiddette sneaker waves sono onde improvvise e molto potenti, anche quando l’oceano sembra relativamente calmo.

A Reynisfjara e nelle aree limitrofe è attivo un sistema di segnalazione a semaforo, aggiornato più volte nel corso della giornata in base alle condizioni del mare e vento.

In Islanda non ci sono bagnini su queste spiagge: la sicurezza dipende esclusivamente dal comportamento di chi le visita.

Rispettare le indicazioni significa, restare a distanza dall’acqua, anche quando sembra tranquilla, non voltare mai le spalle all’oceano, evitare grotte e zone rocciose quando le condizioni non sono ideali, accettare che, in certi momenti, il modo migliore di vivere la spiaggia è osservarla da lontano.

Pernottamento: Vík

11 giorno – Cascate e paesaggi tra Costa Sud e interno

Questa giornata è un susseguirsi di acqua, lava, vapore e panorami, con alcune della cascate da cartolina, ma anche deviazioni meno frequentate, da scegliere in base al tempo e all’energia.

Cosa vedere lungo il percorso

🌊 Kvernufoss e Skógafoss

La prima sosta è Skógafoss, una cascata potente e scenografica. La si vede da lontano, la si sente prima ancora di scendere dall’auto.
Chi ha tempo può salire le scalinate laterali e iniziare a esplorare le cascate “sopra Skógafoss”, lungo il fiume Skógá: una serie di salti d’acqua meno imponenti, perfetti per una camminata immersa nel paesaggio.

🌊 A pochi minuti a piedi, Kvernufoss offre un’esperienza diversa meno folla, una cascata nascosta, che si raggiunge camminando lungo una gola stretta, con la possibilità di passarle dietro

🌊 Seljalandsfoss e Gljúfrabúi

Seljalandsfoss è celebre per il sentiero che permette di camminare dietro al getto d’acqua. È una tappa molto frequentata, ma resta suggestiva, soprattutto con la luce giusta.

Pochi passi più in là, spesso ignorata, si trova Gljúfrabúi: una cascata nascosta dentro una spaccatura nella roccia. Per vederla davvero bisogna entrare nella gola, accettando di bagnarsi un po’.

🌆 Selfoss segna una pausa più urbana. Utile per fare rifornimenti, una pausa caffè. 

Reykjadalur – il fiume termale

Da Selfoss ci si sposta verso Reykjadalur, la “valle del vapore”. Una camminata panoramica porta a un fiume di acqua calda naturale, dove è possibile immergersi circondati da colline fumanti. Se si vuole allungare il treeking occorre valutare qualche ora.

♨️ Hveradalir – area geotermica

Piccola area geotermica di Hveradalir, dove il terreno ribolle, fuma, cambia colore. Sentieri ben segnalati permettono di muoversi tra pozze di fango, vapore e colline minerali.

Alla sera torniamo a Selfoss, per fare spesa per il giorno successivo perchè ci addentreremo di nuovo in una zona remota.

Pernottamento: Rjúpnavellir

12 giorno – Cascate e paesaggi tra Costa Sud e interno

🏕️ Abbiamo scelto di fermarci a Rjúpnavellir per spezzare l’avvicinamento a Landmannalaugar e affrontare l’ingresso al parco al mattino presto. Ci attende una nuova pista F-roads F-225 meno impegnativa di quelle percorse per Askja.

Cosa vedere lungo il percorso

🌈 Landmannalaugar

Abbiamo immaginato questo luogo a lungo, ma la realtà ha superato l’immaginazione.

La Riserva naturale di Fjallabak è un’area remota, ma molto popolare soprattutto tra gli amanti del trekking. Ai piedi delle montagne si trova un grande campo tendato, punto di partenza dei principali itinerari: ce ne sono per tutti i gusti, dalle camminate più semplici fino ai trekking di più giorni, come il celebre Laugavegur, che richiede 4–5 giorni.

Il paesaggio è semplicemente straordinario. Qui l’Islanda cambia volto: diventa geotermica e colorata, con montagne di riolite, colate laviche nere, fiumi da guadare e vapore che emerge dal terreno. Ogni passo regala contrasti fortissimi, quasi irreali.

Landmannalaugar è una destinazione che richiede tempo, attenzione e rispetto.

Da verificare il nuovo sistema di prenotazione dei parcheggi attivo stagionalmente in alcune fasce orarie. La prenotazione è obbligatoria. In assenza di prenotazione, il parcheggio potrebbe essere negato.

🥾 I sentieri di Landmannalaugar: orientarsi e scegliere

I percorsi di Landmannalaugar sono ben organizzati: ogni sentiero è contrassegnato da un colore, viene fornita una cartina per orientarsi e lungo i tracciati si trovano cartelli che indicano le direzioni. Tutto sembra semplice, almeno sulla carta.

Noi avevamo deciso di affrontare il percorso Laugahringur (Giro Laugahraun), una delle escursioni più suggestive dell’area, semplice perfetta per una giornata di sole.

Il problema è che a Landmannalaugar il panorama cattura continuamente lo sguardo.
Presi dall’entusiasmo, dalla luce e dai colori, abbiamo mancato i cartelli nella pianura iniziale. Ce ne siamo accorti solo quando il sentiero ha iniziato a salire in modo deciso, trasformandosi rapidamente in una salita molto più ripida del previsto.

⛰️ Brennisteinsalda: quando il percorso cambia volto

Quella che stavamo affrontando non era più la salita “classica”, ma una variante diretta e decisamente più impegnativa del Brennisteinsalda.

La pendenza era forte e continua. In alcuni tratti bisognava piantare bene lo scarpone per non scivolare indietro. La salita sembrava non finire mai: salite ripidissime alternate a falsi piani, che davano l’illusione di essere arrivati, per poi costringerci a salire ancora.

Solo a metà percorso abbiamo realizzato che qualcosa non tornava e l’idea di rientrare è stata immediata.
Ma non sempre tornare indietro è la scelta più sicura.

Su un terreno così inclinato, senza bastoncini, scendere sarebbe stato più rischioso che continuare. A quel punto la decisione era obbligata: proseguire con attenzione, passo dopo passo, concentrati, senza fretta.

È stato faticoso, impegnativo, a tratti anche mentalmente pesante.
Ma arrivati in cima, con il vento che soffiava, la vista ha ripagato ogni sforzo: un panorama vastissimo, fatto di montagne colorate, colate laviche e spazi che sembrano non finire mai.

✨ Una lezione che ci siamo portati via

La discesa è stata più agevole, ma il rientro non breve, lungo la valle del fiume Vondugil, tra montagne verdi e paesaggi completamente diversi da quelli dell’andata.

Landmannalaugar è un luogo straordinario, ma non va mai sottovalutato.
Anche con sentieri segnalati, anche con una cartina in mano, basta una distrazione per trovarsi ad affrontare qualcosa di diverso da ciò che si era pianificato.

Qui più che altrove è fondamentale restare concentrati, rispettare i propri limiti e saper essere flessibili di fronte agli imprevisti.

Quando abbiamo iniziato l’escursione pensavamo di affrontare un giro semplice di un paio d’ore. Ci siamo ritrovati invece su un percorso di circa 9 km, durato oltre cinque ore, affrontato per di più nella sua variante più impegnativa.

È per questo che, anche per escursioni apparentemente brevi, è fondamentale portare sempre con sé l’essenziale, acqua, barrette energetiche, un cambio, un piumino leggero e una giacca impermeabile.

Landmannalaugar sa regalare esperienze che restano impresse molto più a lungo di qualsiasi fotografia.

Mappa ufficiale escursionistica (PDF)
👉 Ferðafélag Íslands – Iceland Touring Association
Disponibile qui: https://www.landmannalaugar.info/Design/Kort2005/Map2005Landmannalaugar.pdf

 

Versione interattiva (utile sul telefono)
👉 AllTrails – sentieri singoli e loop
https://www.alltrails.com/it-it/parchi/iceland/southern/fjallabak-nature-reserve

🚗 Da Landmannalaugar al Golden Circle

Lasciato Landmannalaugar, abbiamo proseguito in direzione Hjálparfoss, una cascata elegante e meno frequentata, incastonata tra formazioni di basalto nero. Una sosta ideale per spezzare il percorso e assaporare ancora un po’ la quiete delle Highlands prima di avvicinarsi alle zone più turistiche.

Da qui abbiamo continuato verso il Golden Circle.

Pernottamento: Geysir

(scelta strategica per visitare l’area con più calma, evitando le ore di maggiore affollamento e godendosi il Golden Circle nelle prime ore del mattino o alla sera)

13 giorno – Golden Circle

Entriamo nel cuore del Golden Circle, una delle aree più visitate d’Islanda, dove la natura mostra il suo volto più spettacolare e accessibile. È una giornata intensa, che racchiude alcuni dei luoghi più turistici del Paese e segna il ritorno a un’Islanda più urbana, dopo tanti giorni immersi nella natura.

Cosa vedere lungo il percorso

🌋 Nel cuore del Golden Circle

La prima tappa è l’area geotermica di Geysir, dove il protagonista è Strokkur, che erutta in media ogni 5–10 minuti. Un fenomeno naturale sorprendente.

Proseguiamo poi verso Gullfoss, la “cascata d’oro”, una delle più impressionanti d’Islanda. Qui l’acqua si tuffa con forza in un profondo canyon, creando giochi di luce e vapore che cambiano continuamente a seconda del meteo e dell’ora del giorno.

Ci fermiamo infine a Brúarárfoss, una cascata che non colpisce per le dimensioni ma per l’incredibile colore azzurro lattiginoso dell’acqua e per l’eleganza con cui scorre tra le rocce scure. È una di quelle soste che dimostrano come, anche lungo un itinerario molto frequentato come il Golden Circle, esistano ancora angoli capaci di sorprendere.

L’ultima tappa è Þingvellir, un sito di importanza storica e geologica. Qui si cammina letteralmente tra due continenti, lungo la frattura tra la placca nordamericana e quella euroasiatica, in un paesaggio che unisce natura e memoria: è qui che nacque il primo parlamento islandese, oltre mille anni fa.

🌆 Arrivo a Reykjavík

La giornata si conclude a Reykjavík, la capitale più a nord del mondo, raccolta e vivace allo stesso tempo.

Vale la pena fare una passeggiata nel centro, partendo dalla cattedrale Hallgrímskirkja, simbolo della città, con vista panoramica dall’alto, si scende verso Harpa, moderna sala concerti affacciata sul porto, si prosegue per le vie del centro come Laugavegur, tra locali, design e atmosfera nordica. Si finisce con una cena per assaporare il lato più urbano dell’Islanda, dopo giorni immersi nella natura.

Pernottamento: Reykjavík

14 giorno - Penisola di Reykjanes

Dedichiamo l’ultimo giorno di viaggio alla penisola di Reykjanes, una terra aspra e primordiale, spesso considerata solo come zona di passaggio verso l’aeroporto, ma che in realtà racconta molto dell’essenza dell’Islanda.

Qui il paesaggio è diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora: meno verde, più scuro, segnato da lava recente, fessure nel terreno, vapore che sale dal sottosuolo e oceano aperto. È una terra giovane ancora in continua trasformazione, area delle recenti eruzioni.

Cosa vedere lungo il percorso

🌉 Bridge Between Continents

Iniziamo dal Bridge Between Continents, un ponte simbolico che collega la placca nordamericana e quella euroasiatica.
Non è una grande attrazione in termini di tempo, ma ha un forte valore simbolico: si cammina letteralmente tra due continenti, lungo una delle fratture della dorsale medio‑atlantica.

🌋 Campi di lava e paesaggi vulcanici

Proseguendo nella penisola, il paesaggio diventa sempre più lunare.
Distese di lava solidificata, colate recenti, crateri e terreni scuri accompagnano la strada. Qui non servono tappe precise: basta fermarsi, scendere dall’auto e osservare.

🔥 Area geotermica di Seltún – Krýsuvík

Una delle soste più interessanti è l’area geotermica di Seltún, nella zona di Krýsuvík.
Qui la terra ribolle apertamente: pozze di fango, fumarole, vapori e un terreno dai colori intensi – giallo, arancio, rosso, grigio – creano un ambiente quasi irreale.

Passerelle in legno permettono di muoversi in sicurezza, forte odore di zolfo, rumori sotterranei, calore che sale dal suolo.

🌊 Reykjanesviti e la costa oceanica

Raggiungiamo poi la costa, dove l’Islanda mostra il suo lato più duro. Il faro di Reykjanesviti, uno dei più antichi del Paese, domina un tratto di costa battuto dal vento e dalle onde dell’Atlantico.

Le scogliere nere, l’oceano aperto e l’aria carica di salsedine creano un’atmosfera potente.

♨️ Blue Lagoon

Se il tempo lo permettono, l’ultima sosta può essere alla Blue Lagoon, la spa geotermica più famosa d’Islanda. Inserita in un campo di lava, è un luogo che divide: molto turistica, ma scenografica, noi l’abbiamo visitata ma abbiamo deciso di non entrare, costi elevati molto affollata.

Pernottamento: Reykjanesbær

✨ Considerazioni finali – di un viaggio da custodire

A conclusione di questo viaggio straordinario, fatto di luoghi, natura, vento e silenzi, una cosa è diventata subito chiara: in Islanda non si è mai semplici visitatori, ma ospiti.
Comprendere questa terra, rispettarla, tutelarla e tramandarne il valore a chi verrà dopo di noi è fondamentale. Perché l’Islanda è forte e potente, ma allo stesso tempo fragile e delicata.

Quando si dice “vado in Islanda”, spesso chi ascolta risponde: “Ma cosa vai a fare? Non c’è nulla da vedere.”
Ed è proprio quel “nulla” straordinario che abbiamo imparato ad amare: gli spazi aperti, la luce ipnotica, i tramonti che incendiano il cielo, le nuvole di uccelli migratori che ogni anno attraversano l’isola prima di dirigersi a sud.

Abbiamo scelto di privilegiare i luoghi meno turistici, lasciando le aree più frequentate verso la fine del viaggio. Una scelta che, col senno di poi, ci ha messo di fronte a un limite: dopo aver vissuto l’Islanda più remota e silenziosa, le zone più turistiche sono state più difficili da apprezzare.
Forse, nella pianificazione ideale, sarebbe stato più saggio affrontare prima le aree più affollate e spingersi poi verso quelle più isolate. Ma il tempo in Islanda cambia in fretta, e iniziando il viaggio a inizio agosto, la nostra è stata in parte una scelta obbligata: andare subito a nord e concludere a sud.

Nelle zone più turistiche l’organizzazione è evidente: parcheggi, servizi igienici, caffetterie, negozi, una gestione dei flussi ben strutturata.
Nelle aree più rurali e isolate, invece, è necessario organizzarsi in autonomia: fare sempre rifornimento, avere acqua e qualcosa da mangiare con sé, pianificare con attenzione.

Noi abbiamo preferito soggiornare in bungalow o appartamenti, preparare la colazione al mattino e partire. Per pranzo o cena, a volte ci siamo fermati in piccoli locali di cucina islandese, altre volte abbiamo cucinato. Possiamo dire di aver apprezzato molto la cucina islandese, prevalentemente a base di pesce, mangiando sempre bene.

I prezzi non sono popolari, né nei ristoranti né al supermercato. La maggior parte dei prodotti è importata; fanno eccezione pesce e carne, disponibili anche localmente. Frutta e verdura sono beni preziosi: esistono coltivazioni di frutti rossi e alcune verdure con metodo idroponico, ma non sono sufficienti a coprire il fabbisogno interno.

Un aspetto sorprendente è l’acqua: quella fredda che sgorga dai rubinetti è quasi sempre potabile e priva di odore. L’acqua calda, in alcune zone, ha un odore forte e caratteristico, dovuto alla fonte geotermica o minerale, ma è comunque sicura da bere.

Gli islandesi sono persone riservate, a volte un po’ schive, ma con un forte legame con la natura. Durante le lunghe giornate invernali si dedicano spesso a lavori manuali e artistici: maglia, artigianato, creazione. Le città sono colorate, arricchite da murales e installazioni artistiche che le rendono vive e mai anonime.

Colpisce anche il ruolo dei più giovani: durante l’estate, molti ragazzi lavorano per aiutare le famiglie, nelle caffetterie, nei ristoranti, in cucina o in altre attività. Un segno di responsabilità e partecipazione alla vita comunitaria.

Per noi questo non è un addio, ma un arrivederci.

Questa terra ha ancora molto da offrirci: ci sono tanti luoghi che non abbiamo esplorato e che desideriamo scoprire.

L’Islanda ci ha colpito e affascinato profondamente. Di solito non amo tornare nei luoghi che ho già visitato: il mondo è grande e il desiderio di esplorare posti nuovi è sempre stato più forte. Ma l’Islanda è diversa. A differenza di molti altri luoghi visti nel mondo, ha ancora moltissimo da raccontare e non è mai noiosa o banale.

I paesaggi non sono mai ripetitivi. In uno spazio relativamente contenuto si concentra un’incredibile varietà di ecosistemi: ghiacciai, vulcani, fiordi, deserti lavici, coste battute dal vento, zone geotermiche, montagne, laghi e oceano. È una ricchezza difficile da ritrovare altrove, soprattutto su un’isola dalle dimensioni così contenute.

Ed è forse proprio questo che rende l’Islanda unica: la sensazione che, anche tornando, ci sia sempre qualcosa di nuovo da vedere, da capire, da sentire.

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E se senti che è arrivato il momento di progettare il tuo prossimo viaggio, scrivimi: sarò felice di aiutarti a trasformare un’idea in un’esperienza straordinaria.

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